Cosa è il rischio idrogeologico

L’alterazione dell’equilibrio naturale
25 Novembre 2013
Piano di Assetto Idrogeologico: strumento fondamentale per la prevenzione del rischio idrogeologico
27 Novembre 2013

Cominciamo col dare una definizione di rischio idrogeologico: con il termine “rischio idrogeologico” si descrive l’insieme di quei fenomeni o eventi naturali connessi prevalentemente alla rovinosa interferenza delle acque libere in superficie e/o all’interno del suolo che, producendo effetti, possono portare alla veloce trasformazione dell’ambiente fisico, a danni alle attività e alle opere antropiche, alla perdita di vite.

Questi eventi comprendono:

  • frane e smottamenti;
  • alluvioni e inondazioni;
  • erosione costiera

“Il rischio idrogeologico, corrisponde agli effetti indotti sul territorio dal superamento dei livelli pluviometrici critici lungo i versanti, dei livelli idrometrici dei corsi d’acqua, della la rete idrografica minore e di smaltimento delle acque piovane.”

Cosa significa tutto questo? significa che in caso di eventi piovosi eccezionali (piogge molto intense di breve durata), il terreno già normalmente perde le sue capacità di assorbimento e quindi l’acqua comincia a scorrere velocemente sul suolo anzichè penetrarvi, se poi ci troviamo in aree a forte urbanizzazione e quindi con superfici impermeabili; se ci troviamo in aree disboscate ma coltivate (dove non ci sono le radici degli alberi che assorbono acqua e bloccano il deflusso superficiale), è come se un’enorme massa di acqua scorresse su uno specchio.

Purtroppo la conformazione geologica e geomorfologica del nostro territorio, dove per conformazione geomorfologica intendo la presenza di aree montuose e collinari, di corsi d’acqua perenni e corsi d’acqua episodici (le cosidette lame in Puglia), predispone il territorio stesso ai dissesti idrogeologici, sottoponendo le aree concomitanti a bacini idrografici, i versanti e le coste, a tale rischio.

Vi starete chiedendo, ‘va bene tutto questo, ma l’acqua scende dal cielo, che c’entra l’uomo?’
Vi propongo un piccolo esperimento: prendete un secchio e metteteci del terreno, accanto al secchio mettete un blocco di cemento o una lastra di marmo o un pezzo di asfalto, se invece avete voglia di sporcare casa e avete un tavolo di un qualsiasi materiale, versate su una porzione di tavolo del terreno e la restante porzione lasciatela libera, cominciate a buttarci su dell’acqua e osservate. Dove scorre più velocemente l’acqua? da quale dei due materiali è stata assorbita e da quale no? se non avete voglia di fare l’esperimento vi dico io cosa accade: accade semplicemente che il terreno assorbirà l’acqua e questa cadrà dal tavolo dopo un pò di tempo; invece l’acqua che avrete versato sulla superficie liscia cadrà subito a terra e con una certa velocità!

Ma quale messaggio voglio lanciare con questo esperimento? voglio semplicemente far capire che disboscando intere aree per favorire l’urbanizzazione e la coltivazione dei campi, facciamo in modo che le superfici naturali diminuiscano e si perda, complessivamente, la capacità drenante e quindi di assorbimento del terreno. A questo punto è naturale che avvengano disastri come quello osservato in questi giorni! La soluzione c’è ed è anche abbastanza ovvia. Di fiumi in Italia ne abbiamo tanti, andiamo incontro ad una variazione del clima con aumento dei fenomeni piovosi eccezionali, per cui, è fortemente necessaria una pianificazione ad hoc per ogni Regione; è assolutamente necessario smettere di abusare del suolo e ridurre la cementificazione; è assolutamente necessario che nella progettazione delle opere e delle infrastrutture, si tenga conto della conformazione del territorio, delle leggi vigenti e dei rischi geologici connessi al territorio stesso, ed è per questo che in fase di progettazione e pianificazione, di rilevante importanza è la figura del geologo, figura aihmè troppo ignorata qui in Italia.