Pericolosità sismica, rischio sismico e classificazione sismica dele territorio Nazionale

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L’Italia è uno dei Paesi a maggiore rischio sismico nell’area del Mediterraneo, questo a causa della sua posizione geografica, trovandosi in una zona di convergenza tra placche (si rimanda all’articolo “l’Italia e la Tettonica delle Placche”). Esempi eclatanti sono il terremoto dell’Irpinia nel 1980, il terremoto dell’Aquila nel 2006 e il più recente terremoto in Emilia Romagna.
Quanti di noi, ogni volta che avviene un terremoto, hanno sentito parlare di rischio sismico o pericolosità sismica e di classificazione sismica del territorio Nazionale chiedendosi quale differenza ci sia tra i 3 termini? effettivamente esiste molta confusione. Per diffondere una maggiore consapevolezza tra i cittadini e soprattutto in chi li amministra è necessario chiarire le differenze concettuali.

Pericolosità sismica: la pericolosità sismica è una stima dello scuotimento atteso in una certa zona in un dato tempo di osservazione.
Cosa significa: significa che studiando la sismicità di un’area, attraverso lo studio dei terremoti storici e la loro magnitudo, e legando questo studio ad una finestra temporale che consiste al mio periodo di osservazione, posso fare supposizioni sulla magnitudo che mi aspetto di avere in quell’area. La pericolosità possiamo valutarla, ma NON MODIFICARLA.

Rischio sismico: è una valutazione dei danni che un evento sismico potrebbe produrre, sia in termini di persone coinvolte, sia in termini di costi economico.
Cosa significa: il rischio dipende sia dalla pericolosità di un’area, sia dai beni esposti sul territorio (persone, abitazioni, beni culturali, industrie, impianti particolari, infrastrutture in generale) e dalla vulnerabilità degli stessi beni. La vulnerabilità è la propensione a danneggiarsi di una struttura (edificio, ponte, industrie).
Il rischio sismico PUO’ ESSERE RIDOTTO con interventi di riduzione della vulnerabilità, cioè di miglioramento del comportamento sismico di una struttura.

Classificazione sismica: è la suddivisione del territorio in zone a diversa pericolosità sismica. Attualmente il territorio italiano è suddiviso in quattro zone ( l’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3274 del 20 marzo 2003), nelle quali devono essere applicate delle speciali norme tecniche con livelli di protezione crescenti per le costruzioni (norme antisismiche), massima in Zona 1, la zona più pericolosa, dove in passato si sono avuti danni gravissimi a causa di forti terremoti. Tutti i comuni italiani ricadono in una delle quattro zone sismiche.
La Puglia è suddivisa in 3 zone sismche in funzione del diverso grado di pericolosità sismica:
Zona 2 (livello di pericolosità medio)
Zona 3 (livello di pericolosità basso)
Zona 4 (livello di pericolosità molto basso)

Classificare il territorio in base alla sua pericolosità, significa che ogni volta che si va a progettare una qualsiasi struttura, è necessario fare riferimento al livello di pericolosità sismica dell’area di progettazione e quindi attuare le norme antisismiche.

Link Utili:
http://www.protezionecivile.gov.it/jcms/it/classificazione.wp
http://www.protezionecivile.gov.it/jcms/it/rischio_sismico.wp
http://terremoti.ingv.it/it/

Se poi siete curiosi su dove, giornalmente, avvengono i terremoti, ma sopratttuo con quale frequenza senza nemmeno che ce ne accorgiamo, il link sottostante vi riporterà ad un elenco giornaliero dei terremoti in Italia
http://cnt.rm.ingv.it/;
http://www.centrometeoitaliano.it/terremoti-in-tempo-reale-italia-mondo-ingv/