Forma e orientamento dell’edificio in funzione del risparmio energetico

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Il risparmio energetico è uno dei compiti principali dell’edilizia bioecologica. La salute, il benessere dell’individuo e il risparmio energetico devono essere considerati insieme in una sintesi equilibrata. In Europa il 40% dell’energia consumata viene utilizzato nel settore residenziale e terziario; ciò comporta una sempre maggiore attenzione alle problematiche di certificazione energetica e di risparmio di risorse nella gestione degli edifici.

Il settore civile è responsabile in Italia del 25% circa delle corrispondenti emissioni di CO2, gas responsabile dell’effetto serra. In tale ottica diviene necessario un approccio alla progettazione e alla gestione degli edifici che vada realmente nell’ottica del risparmio energetico e delle risorse, sensibilizzando al riguardo i progettisti e gli utenti.

Ogni edificio costruito nel passato era concepito integrandolo nel sito circostante con una estrema attenzione alle caratteristiche ambientali, determinanti per il suo posizionamento, orientamento e aspetto formale. Venivano prese in considerazione sia le peculiarità morfologiche principali, quali tipologia dei rilievi, della vegetazione, presenza di corsi o specchi d’acqua, sia quelle climatiche, quali venti dominanti, piovosità e soleggiamento.

L’attuale disponibilità di energie non rinnovabili e il loro indiscriminato utilizzo, hanno invece generato edifici estremamente energivori e non in linea con le regole basilari della progettazione bioclimatica, le cui indicazioni progettuali sono invece rivolte al risparmio energetico (e quindi anche economico) ed alla creazione di condizioni di comfort indoor.

L’edificio deve essere quindi in grado di massimizzare i guadagni solari e minimizzare le dispersioni termiche durante il periodo invernale e di limitare il surriscaldamento degli ambienti durante quello estivo. E’ raccomandabile pertanto orientare la facciata principale verso Sud allo scopo di:
– massimizzare durante l’inverno gli apporti energetici gratuiti del sole: le facciate così rivolte ricevono una maggiore quantità di radiazione rispetto a quelle orientate ad Est o Ovest, con una minore richiesta di energia termica ed un conseguente risparmio di risorse;

– limitare efficacemente l’energia solare incidente sulle superfici vetrate, tramite idonei aggetti o opportune schermature, in grado di evitare il surriscaldamento degli ambienti interni durante l’estate.

Ovest (od Est) é invece da ritenersi critico in quanto:
– durante l’inverno non permette lo sfruttamento ottimale degli apporti solari gratuiti;

– durante l’estate non permette il controllo della radiazione solare incidente, soprattutto sul lato Ovest, nelle ore pomeridiane: infatti quando il sole é basso sull’orizzonte e la radiazione ancora molto intensa, si verificano fenomeni di surriscaldamento degli ambienti, con conseguente dispendio energetico per la climatizzazione.

Per quanto riguarda la forma dell’edificio, essa deve essere determinata in base all’analisi delle condizioni climatiche del sito in modo da favorire il raggiungimento di un adeguato livello sia di comfort ambientale sia di risparmio energetico, attraverso la riduzione delle dispersioni termiche e il massimo sfruttamento dell’energia solare. La caratteristica formale più importante dell’edificio é la sua compattezza, poiché dispersioni e guadagni termici variano con essa. Minore é la compattezza dell’involucro, maggiori sono le dispersioni termiche.