Impianti di riscaldamento

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Come per altri campi dell’edilizia, anche l’impiantistica del riscaldamento è dominata da aspetti tecnici ed economici. La ricerca dell’ottimizzazione economica e tecnica ha prodotto successi eccellenti a scapito delle fonti di calore naturali, causando oltretutto problemi per la salute.
Il significato biologico del riscaldamento è fondamentale. Il nostro compito dovrebbe essere quello di trasformare il clima ambiente, grazie al riscaldamento, in un clima curativo.

Da un’analisi attenta i fattori biologici influenzati dal riscaldamento risultano numerosi. È perciò sensato parlare di “malattie da riscaldamento”. Il riscaldamento può avere i seguenti effetti negativi: stanchezza, malessere, nervosismo, irritabilità, malattie da raffreddamento, insonnia, reumatismi, disturbi della circolazione, diminuzione delle prestazioni, indebolimento del sistema immunitario, allergie.

Nella valutazione di un impianto di riscaldamento, l’attenzione va rivolta in primo luogo alle componenti di calore radiante e convettivo. Il riscaldamento radiante è quello ottimale, sia dal punto di vista economico che da quello del benessere, poiché esso è simile all’effetto del sole sulla terra. Il calore radiante, in generale, non provoca circolazione d’aria e di polveri. Le pareti, i soffitti, i pavimenti e i mobili sono riscaldati (alte temperature superficiali), asciugati (importante soprattutto nel caso di nuovi edifici) e mantenuti asciutti. Dal punto di vista fisiologico, il calore radiante penetra in maniera più profonda ed efficace dell’aria calda nella pelle.

Riscaldamento a pavimento

La temperatura dell’aria all’altezza del soffitto, con il riscaldamento a pavimento, è di 4-8° C inferiore a quella del pavimento, e  per ragioni fisiologiche la temperatura a pavimento deve rimanere piuttosto bassa ( a tutto vantaggio del contenimento dei consumi) e ciò anche per  impedire dilatazioni delle vene (vene varicose) e disturbi circolatori. Per questo motivo, le serpentine vanno posate più ravvicinate nelle zone di passaggio e più rade nelle zone di seduta. Una  distribuzione equilibrata delle temperature, in questo tipo di impianto, risulta essere fondamentale, in quanto, in casi estremi si potrebbe provocare la formazione di sacche di aria calda, che liberandosi provocherebbero inversioni, causando movimenti d’aria e di polveri. Tale fenomeni, però, sono, comunque, decisamente inferiori  rispetto a quelli provocati dai radiatori e dai sistemi di riscaldamento ad aria.

Riscaldamento a soffitto

Per quanto riguarda l’apporto di calore, vale quanto detto per il riscaldamento a pavimento. I gradienti di temperatura sono invertiti. La temperatura all’altezza del soffitto va regolata in maniera da non  risultare troppo elevata, soprattutto in caso di soffitti bassi. Poiché il calore sale, è necessario un isolamento termico particolarmente efficace.

 Riscaldamento a parete

Il riscaldamento a parete riunisce in sé tutte le caratteristiche di un riscaldamento ideale dal punto di vista bioedile: riscaldamento a bassa temperatura (temperatura dai 25° C ai 40° C), alta percentuale di calore radiante, temperatura superficiale ca. 20° C-30° C, con possibilità di temperatura dell’aria di appena 18° C, nessuna circolazione di polveri, cessione del calore da grandi superfici (e quindi piccole differenze di temperatura tra superfici attigue), rapida regolazione, risparmio energetico, buona combinabilità con i collettori solari. Eventuali svantaggi potrebbero essere legati al sistema di montaggio ed alla progettazione relativamente complessi,  nonché una certa mancanza di libertà nell’arredo.

Radiatori (termosifoni)

Nei radiatori il calore radiante è solo il 10-15 % del totale (nel caso siano rivestiti, ancora meno). Dal punto di vista bioedile, i radiatori presentano molti svantaggi, in quanto producono forti movimenti d’aria, che non provocano solo correnti nocive alla salute (soprattutto a livello delle finestre e del pavimento), ma peggiorano la qualità stessa dell’aria (circolazione di polvere e di sostanze nocive). Criticabili, nei radiatori, sono l’alto consumo di materie prime e di energia per la produzione (e l’inquinamento che ne deriva),

Riscaldamento ad aria calda / condizionamento. Convettori

In base a quanto detto finora, si comprende facilmente che il riscaldamento ad aria calda  come sistema di riscaldamento a convezione, è da evitare per le abitazioni. Questo tipo di riscaldamento può essere ammesso solo per il riscaldamento rapido di ambienti dove si soggiorna brevemente (ad esempio sale di esposizione, autorimesse, officine).

Gli svantaggi sono molteplici: forte circolazione d’aria e di polveri, combustione di polveri, cattivi odori, rumori di ventilatore, trasmissione di rumori. Il riscaldamento ad aria calda tramite impianto di condizionamento, con umidificatori e filtri per le polveri, è valutato in maniera sempre più critica. Questo tipo di impianto può essere utilizzato anche nella stagione calda per il condizionamento e/o rinfrescamento e dell’aria. L’umidificazione, che riduce alcuni dei difetti, non basta per eliminare gli altri gravi difetti prodotti da questa tipologia di impianto.

Oggi possiamo fare molto per ottimizzare un impianto di riscaldamento. Ma ancora più importante è, anzitutto, minimizzare il fabbisogno termico attraverso misure di isolamento, distribuzione delle zone con diversa temperatura, orientamento verso sud, uso dell’energia solare, corpi di fabbrica compatti, ecc. Per ridurre i costi di investimento e di esercizio, è decisiva, comunque, la scelta della geometria dell’edificio.