Psicologia dell’ Abitare. Il Rumore e la Psiche.

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Psicologia dell’ Abitare: Il Rumore e la Psiche.
Come già accennato in un precedente articolo (il complesso dello zoo) il luogo in cui si vive, per i fattori ambientali insiti in esso, può essere causa di stress psico-fisico ed incidere fortemente sulla formazione della personalità di ogni individuo. In questo articolo saranno ampliate ed approfondite le conseguenze psicologiche dell’inquinamento acustico.
Per rumore si intende ogni tipo di suono, in particolare di grande intensità, che disturba l’essere umano o che, addirittura, nuoce alla sua salute.
Il rumore non è un concetto esclusivamente fisico, ma soggettivo e, di conseguenza, il tipo e l’intensità di fastidio causato dal rumore varia da individuo a individuo e dipende fortemente dal fatto, se la sorgente di rumore sia collegata a valutazioni positive o negative. Pertanto non si possono stabilire, in generale, valori limite per il rumore.
La disposizione soggettiva verso la sorgente di rumore, percepita in modo cosciente o incosciente (es. fastidio, rabbia, ira, senso di impotenza) può influenzare la salute più dell’intensità e della durata del rumore stesso. I confini tra tolleranza, fastidio e danni psico-fisici derivanti dai rumori sono perciò fluttuanti.

donna che si tappa le orecchie Per capire l’intensità di fastidio provocata dal rumore è opportuno capire chi lo produce ( il rumore prodotto da altri disturba di più, poiché non corrisponde al proprio ritmo), se è prodotto da persone che non si gradiscono (in questo caso al rumore si associano sentimenti negativi), se è di tipo evitabile o inevitabile (il rumore di cantiere, inevitabile, non viene vissuto in maniera così negativa come una musica a tutto volume), se contravviene ad una regola nota (in questo caso ci si arrabbia di più), se viene prodotto di notte o di giorno, se un giorno festivo o feriale .
Il rumore in genere da più fastidio, la notte, la domenica e la sera, quando si sta mangiando, quando ci si vuole rilassare, quando ci si deve concentrare su di un lavoro o si è impegnati intellettualmente, quando è di lunga durata (se finisce presto lo si sopporta meglio) è improvviso (rispetto a quello che si sente sempre alla stessa ora), se sopraggiunge in modo aritmico (con effetto molto deleterio sui nervi), se chi lo subisce è una persona introversa (lo sopporta meno rispetto alla persona estroversa), se lo si associa a qualche esperienza negativa del passato (una lite banale dei vicini di casa che si è costretti ad ascoltare a causa delle pareti sottili, può scatenare una reazione spropositata, perché magari la si associa a situazioni minacciose vissute magari nell’infanzia che riaffiorano dall’inconscio) ed , infine, se è dovuto ad errori nella progettazione e nella esecuzione dei lavori (per l’acquirente o l’affittuario di un appartamento o di una casa è particolarmente deprimente scoprire che i rumori avrebbero potuto essere evitati semplicemente costruendo in modo diverso; all’inquinamento acustico si aggiunge la rabbia verso l’architetto o il costruttore che hanno fornito un prodotto scadente a caro prezzo).

I rumori pertanto si sopportano in modo diverso a seconda di quantità, qualità, ora del giorno, fonte, causa, struttura della personalità, età e condizioni di salute. Tutto ciò dovrebbe essere ben chiaro a tutti, ma specialmente ad architetti ed esperti in bioedilizia, già nella fase della progettazione.

bimba agressiva

La quasi totale assenza di rumore è molto importante per la formazione dei bambini. Bisogna prestare particolare attenzione a che i bambini possano crescere in un ambiente sufficientemente protetto dai rumori (soprattutto la cameretta dovrebbe essere silenziosa), al contrario, invece, la conseguenza può essere lo sviluppo di una personalità schizoide. I bambini piccoli vivono come uno choc il clacson delle auto, il rumore dei mezzi pesanti, degli aerei, i litigi, il calpestio pesante, le voci rumorose, la musica troppo alta ed altre sorgenti acustiche percepite come pericolose, dissonanti e minacciose.

Negli esseri umani e negli animali l’udito serve anche come strumento di protezione inquanto permette, in caso di necessità, di sfuggire a pericoli minacciosi con reazioni immediate. Nel caso di “attacco al territorio” attraverso rumori forti imprevedibili, ma in misura minore anche a causa di sorgenti acustiche ridotte, nell’essere umano si scatena uno stato di allarme generato dal diencefalo (paura anonima, stato permanente di agitazione nervosa, mancanza di concentrazione acuta). La pressione arteriosa sale, in conseguenza della maggiore produzione di adrenalina e di altri ormoni, aumenta la frequenza del battito cardiaco, il volto impallidisce, le pupille si dilatano, la peluria si solleva, il respiro può accelerare e/o decelerare, stomaco ed intestino vengono messi a riposo, l’appetito scompare. A questo punto dovrebbe seguire la fuga o l’attacco, la difesa o l’offesa. Ma dove fuggire, da chi difendersi?

Nella psiche si instaura una confusione simile a quella che si avrebbe se un semaforo desse contemporaneamente il verde ed il rosso. Se questo processo si ripetesse spesso ed a lungo, allora la conseguenza sarebbero malattie come nevrosi, psicosi, palpitazioni, ipertensione, ulcere, disturbi del sonno, asma, allergie, disfunzioni tiroidee, ecc. La prevenzione dell’inquinamento acustico in ambito domestico non è pertanto un lusso ma una necessità vitale. Il silenzio è un presupposto indispensabile per la costruzione di una personalità solida e centrata. In presenza di rumori quasi tutta l’energia psichica e spirituale viene sprecata. Almeno un ambiente della casa o dell’appartamento dovrebbe essere destinato a luogo del silenzio, a rifugio o ad ambiente per il riposo. Lì si dovrebbe avere la certezza di essere pressoché schermati e protetti dai rumori interni ed esterni.