La bio-architettura

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Un tecnico bio-edile dovrebbe essere contemporaneamente ricercatore, architetto, artigiano, ingegnere e medico. Prevenendo, guarendo, coordinando egli contribuisce a risolvere i problemi di diffusione mondiale, che la moderna innaturale e anticulturale edilizia e urbanistica hanno originato.

Lo scopo della bio-architettura è quello di:
· dare ordine ed armonia all’ambiente che ci circonda;
· ripristinare l’equilibrio tra la natura, l’ambiente costruito e l’Uomo;
· contribuire senza fanatismo alla creazione di una cultura più umana del costruire eco-sociale;
· favorire la realizzazione di un mondo eco-sensibile ed eco-sostenibile.

Per raggiungere questi obiettivi necessitano persone creative che abbiano ideali, che sentano una vocazione, che comprendano il senso e i veri scopi della vita e riescano a realizzarli.
Alla nostra generazione è stata lasciata una grave eredità:
· l’ambiente è in gran parte distrutto a scapito delle prossime generazioni;
· le risorse stanno esaurendosi progressivamente;
· le malattie cosiddette di “civilizzazione” si sviluppano in maniera catastrofica.

Come può contrastare l’ edilizia bio-ecologica questa tendenza? Intanto ognuno deve iniziare da se stesso e fare ordine nel proprio ambiente di sua influenza. Abbiamo bisogno oggi del tecnico, preparato in edilizia bioecologica, capace di prendersi a cuore il settore dell’edilizia gravemente trascurato. Infatti, difficilmente esiste un edificio (ed un uomo) che non sia inquinato chimicamente, elettricamente, radioattivamente e/o non presenti difetti di costruzione di ordine fisico-tecnico.
Il tecnico bioedile viene incitato ad aiutare nella ricerca di soluzione in merito alla crisi del settore edilizia e insediamenti e nell’individuare nuove vie verso una cultura del costruire bioecologico e, pertanto, egli è consapevole, che al centro dell’evento edilizio stanno il benessere, la salute e la dignità dell’Uomo.

L’architetto e l’ingegnere edile da sempre vengono formati con l’obiettivo di farne dei tecnici-tecnologi ad indirizzo economico ed architettonico. Il momento biologico viene completamente trascurato.

In passato questo procedere poteva anche essere giustificato in quanto, usando materiali da costruzione ed arredamento naturali, non si potevano causare gravi danni alla salute. Dal 1950 circa la situazione si è modificata notevolmente. Con l’avvento e l’uso di materiali sintetici ed innaturali, nuovi sistemi e modi di edificare, arredare ed installare, si è venuta a creare una situazione alla quale l’uomo non può adattarsi in quanto risultano essere nocivi per la sua salute. Il costruire moderno implica un intervento con ampie ripercussioni sul sistema biologico. Le conseguenze si manifestano nell’ aumento di malattie correlate all’ abitazione e all’ ambiente insalubre/malato e si sintetizzano nel concetto di “Sick-Building-Syndrome” (sindrome da edificio malato).
Materiali e sistemi di costruzione influenzano il clima dei locali, o microclima, che determina il valore abitativo degli edifici e i suoi effetti biologici. Queste considerazioni sono valide sia per edifici residenziali sia per scuole, ospedali, collettività, ed in ultima analisi anche per un gran numero di uffici e fabbriche. Un clima sano dei luoghi destinati alla formazione ed al lavoro è tanto importante quanto l’organizzazione, la razionalizzazione e l’attrezzatura tecnico-logistica, persino laddove si punta principalmente al rendimento. Un giusto clima influenza positivamente la salute, la soddisfazione, il benessere, ma anche la produttività. I singoli fattori “climatici” hanno effetti più o meno determinanti sul fisico e sulla psiche.