I numerosi vantaggi del giardino pensile.

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Lo sfasamento termico
30 Agosto 2013

Una ricerca svolta alla fine degli anni ’80 a Berlino su 30.000 mq di coperture ha evidenziato che i tetti impermeabilizzati con bitume hanno un’aspettativa di vita compresa tra i 9 e i 18 anni, al termine dei quali hanno bisogno di un risanamento totale per evitare costi aggiuntivi derivanti da rotture dell’impermeabilizzazione, lavori di risanamento di appartamenti umidi, danni del gelo, riduzioni del canone d’affitto, procedure legali, ecc.

L’alternativa a questi tetti è il tetto verde o tetto d’erba o giardino pensile. Le ricerche dimostrano che, se eseguite a regola d’arte, le impermeabilizzazioni di questi tetti sono, dopo 18 anni, ancora come nuovi.

I giardini pensili non sono, quindi, un lusso, ma offrono, soprattutto in aree urbane, un’alternativa ecologica sensata e necessaria, con i seguenti vantaggi aggiuntivi:

  • Miglioramento del microclima (riduzione della temperatura, precipitazione delle polveri e delle sostanze nocive, arricchimento di ossigeno, ecc.)
  • Depurazione e trattenimento dell’acqua piovana, e conseguente decongestionamento delle canalizzazioni (anche del 50%) e degli impianti di depurazione.Giardino-pensile-su-terrazzo[1]
  • Protezione della copertura dal surriscaldamento, dai raggi UV, dal gelo
  • Insonorizzazione e isolamento termico.
  • Effetto psichico positivo e vantaggi estetici della vista su tetti verdi fioriti.
  • Possibilità di uso per attività ricreative e di tempo libero.
  • Spazio vitale per piante e animali.

giardino-pensile-1[1]Quasi tutti i tetti-giardino sono composti dai seguenti strati:

  • Substrato vegetativo come base vitale per le piante (terra arabile – per grandi superfici, terreni molto magri e sabbiosi senza humus o con piccole quantità di esso – con aggiunta di argilla espansa, scisto espanso, pietra calcarea o basalto, ecc., al fine di aumentare la capacità di accumulo termico e idrico e migliorare la produzione di acqua di scongelamento per l’escursione termica giornaliera; per motivi ecologici bisognerebbe evitare l’uso di materie plastiche per l’alleggerimento)
  • Vello filtrante: impedisce il dilavamento dello strato vegetativo
  • Strato di deposito e drenaggio: contiene e filtra l’acqua e deviando quella eccessiva, per evitare inzuppamenti (ad es. argilla espansa, scisto espanso, lava, ghiaia)
  • Strato di protezione dalle radici: impedisce che le radici danneggino l’impermeabilizzazione
  • Strato divisorio e protettivo: protegge l’impermeabilizzazione, soprattutto durante la realizzazione
  • Impermeabilizzazione
  • Costruzione del tetto: isolamento termico, ecc
  • I materiali per il vello filtrante, lo strato di protezione dalle radici, gli strati divisori e protettivi possono essere più o meno problematici dal punto di vista ecologico. Il mercato offre una gamma difficilmente controllabile di prodotti plastici e bituminosi, in cui spesso sono presenti fibre di vetro o poliestere.
  • Per gli strati divisori si usano principalmente fogli di poliestere ecocompatibile (0,2 – 0,4 mm) in uno o due strati.
  • Per gli strati protettivi si usano prodotti derivanti dal riciclaggio, comestuoie di granulato di gomma in spessori da 6 a10 mm, velli plastici (380 – 500g/mq) o combinazioni di questi due materiali.Le impermeabilizzazioni e gli strati di protezione dalle radici consistono in strati bituminosi di vario tipo.Per ogni mq di copertura si utilizzano normalmente più di 2 Kg di prodotti plastici o bituminosi, compresi i collanti speciali. In una copertura di 200 mq. sono ca. 500 Kg.
  • Purtroppo finora l’IBN non ne conosce l’ecobilancio. Tali quantità diprodotti più o meno discutibili portano l’IBN a non consigliare in generali i tetti giardino,a meno che non si tratti di tetti piani (dove si utilizzerebbe comunque l’impermeabilizzazione), o di zone in cui sono importanti per il microclima (soprattutto nelle aree urbane con elevata sigillatura dei suoli), o nel caso in cui essi possano essere davvero utilizzati come giardini. E’ consigliabile valutare pro e contro caso per caso.Se si decide per la realizzazione di un tetto-giardino, dovranno essere utilizzati materiali con un ecobilancio relativamente buono. Il miglior compromesso tra aspetti qualitativi e aspetti ecologici sembra finora rappresentato dai poliolefini termoplastici (o elastici), che sono liberi da cloro, alogeni e ammorbidenti, e si utilizzano con spessori da 1.2 a 2,0 mm1
  • Possiamo distinguere tre tipi di verde:
    • giardini-pensili[1]Tetti verdi estensivi:
      Spessore da 5 a10 cm, peso da 40 a 120 Kg/mq. La scelta delle piante è relativamente ristretta, perché le piante hanno una limitata disponibilità di nutrimento e sono soggette a forte soleggiamento, venti e gelo. Questa copertura è di facile manutenzione e non molto più cara di una normale copertura in ghiaia.
    • Tetti verdi intensivi:giardino-pensile-milano[1]
      Spessore ³ 15 cm, peso ³ 150 Kg/mq. Qui possono essere piantate praticamente tutte le piante resistenti al sole e al vento, erbe e fiori, ma anche cespugli, arbusti, verdure e erbearomatiche.
    • Tetti-giardino calpestabili / coperture verdi di garage interrati:
      Spessore ³ 20 cm, peso ca. 300 Kg/mq. d7fc6bded35c06fadcd9b4dde10be705ParcheggioconSalvaverde_Geoplast.jpg[1]Sono possibili tutte le forme di vegetazione. Gli alberi, di solito, si piantano in grosse fioriere o vasi di cemento o legno.Si possono coprire col verde tetti con pendenza (fino a un massimo di 30° ) o senza Pendenza, si dovranno però tener presenti: smaltimento dell’acqua piovana, collegamenti e chiusure, intersezioni tra le falde, protezione dagli incendi e dai fulmini, parapetti (a partire da una pendenza di 20° ), eventuale bisogno di cure in base al tipo di piante, e costi.