Ristrutturare casa: 10 cose da fare per ottenere i bonus 50% e 65%

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Ristrutturare casa: le 10 cose da fare per ottenere i bonus 50% e 65%

1.Documentazione Edilizia. I lavori effettivamente eseguiti e riportati nelle fatture devono essere conformi a quelli indicati nella comunicazione, Scia o Dia, al Comune. Se i lavori che risultano dalle fatture sono difformi da quanto dichiarato, si decade dal beneficio. Se per i lavori eseguiti non serve un titolo edilizio, si può redigere un’autocertificazione.

2. Indicazioni nei Bonifici. Nel bonifico occorre indicare il codice fiscale di chi sostiene la spesa, la partita Iva o il codice fiscale del beneficiario del pagamento e la causale del versamento con i riferimenti normativi corretti: articolo 16-bis del Tuir per le spese per il recupero edilizio pagate dal 2012 e legge 449/97 per le spese precedenti; legge 296/2206 per gli interventi per il risparmio energetico.

3. Eventuale Comunicazione alla ASL. Se è obbligatoria la notifica preliminare all’Asl sulle condizioni di sicurezza nei cantieri , occorre verificare il possesso della ricevuta di presentazione all’Asl della comunicazione. L’omissione della preventiva comunicazione causa la decadenza dal beneficio se i lavori eseguiti rientrano tra quelli per cui la comunicazione è obbligatoria in base alla legislazione in materia di sicurezza sul lavoro (circolare 121/1998).

4. Spese pagate senza Bonifico. Non è necessario attestare mediante bonifico bancario le spese sostenute per oneri di urbanizzazione, le ritenute di acconto operate sui compensi professionali, l’imposta di bollo, i diritti pagati per le concessioni, le autorizzazioni e le denunce di inizio lavori.

5. Fatture e Ricevute. Le fatture e le ricevute fiscali devono comprovare che è stata sostenuta la spesa su cui si intende applicare la detrazione fiscale. I documenti devono essere intestati a chi esegue i pagamenti. La detraibilità spetta se le fatture e i bonifici sono intestati agli stessi soggetti.

6. Consenso del Proprietario. Se i lavori sono stati pagati da chi detiene l’immobile, bisogna essere in possesso della dichiarazione di consenso del proprietario dell’immobile all’esecuzione dei lavori. A rigore, se manca la dichiarazione di consenso del proprietario, non si può usufruire della detrazione. Ma questo documento non deve essere inviato ad autorità ufficiali.

7. Documentazione all’ENEA. Per i soli lavori agevolati al 65%, entro 90 giorni dalla fine dei lavori l’interessato deve inviare all’Enea la documentazione che attesta l’intervento, variabile a seconda del tipo di lavori eseguiti. L’Enea attesta la ricezione della documentazione inviando una mail di conferma. La mail deve essere conservata per fruire della detrazione in dichiarazione dei redditi.

8. Comunicazione alle ENTRATE. Per i soli lavori agevolati al 65% che proseguono per più periodi d’imposta è necessario inviare una comunicazione all’agenzia delle Entrate.

9. Ricevute di pagamento dell’IMU. Devono essere conservate anche le ricevute di pagamento dell’imposta comunale sugli immobili, qualora sia dovuta.

10. Certificazione dell’Amministratore. Per interventi realizzati sulle parti comuni è sufficiente una certificazione rilasciata dall’amministratore del condominio, con cui attesta di avere adempiuto agli obblighi previsti e precisa l’importo per il quale beneficiare della detrazione.

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