Psicologia dell’abitare: l’heimat

Il concetto di “Heimat” è un vocabolo tedesco che non ha un corrispettivo nella lingua italiana ed ha sempre a che fare con l’identità, con la corrispondenza tra l’individuo ed il suo ambiente. “Heimat” significa unità socio-ambientale, capacità di controllo, di prevedibilità, assegnazione di un posto fisso, dai contenuti definiti, all’interno del sistema sociale. Sostanzialmente vivere nel giusto grado di “heimat” significa vivere in un ambiente accogliente, in un luogo familiare, confortevole e ospitale, nel quale si sviluppa il senso di appartenenza. verde’essere umano può sviluppare il senso di appartenenza ad un determinato spazio soltanto quando sono soddisfatti determinati bisogni di base di natura spirituale e psichica. Tutto ciò deve avvenire all’interno di uno spazio controllabile, come ad esempio nei piccoli paesi dove fino a poco tempo fa scuola, chiesa, negozi, laboratori artigianali, ambiente agricolo, municipio, spazio per lo sport, il gioco, gli animali e gli orti erano vicini, gli uni agli altri.

Ma il senso della “Heimat” si può sviluppare anche nelle città piccole, medie, grandi; in tal caso ci si identifica con il quartiere quando questo soddisfa in modo accettabile i bisogni di base in ambito sociale e psico-abitativo. Quando tutte le funzioni si disgregano e l’unica cosa che rimane da fare nel proprio quartiere è dormire (“città-dormitorio”), allora non può nascere il sentimento del “radicamento”, ed a maggior ragione esso non si sviluppa quando siamo in presenza di rumore, mancanza di spazio e monotonia.


imgsHeimat” è o dovrebbe essere come una buona madre. Essa offre protezione e  riconoscimento, garantisce un sostentamento ottimale, dà contatto, risponde a desideri individuali, garantisce ristoro e riposo, offre nutrimento per l” ’anima” e fa sì che tutti siano soddisfatti.

Quando un quartiere o un’area residenziale non rispondono a questi requisiti, allora può nascere una sindrome di fobie diffuse che si evolve in nevrosi, psicosi, fobie, depressioni, pessimismo, disturbi del sonno e nelle conseguenti manifestazioni psicosomatiche quali ulcera, asma, allergie, disturbi cardiaci e circolatori.

Quanto segue vuole essere una breve sintesi delle funzioni sociali che dovrebbero essere prese in considerazione per i loro effetti sulla psiche se si vuole creare il “sentimento della Heimat” in un nuovo quartiere o in un paese. Non tutto può sempre essere realizzato, ma si può tentare di fare almeno qualcosa.

Il senso di
protezione è dato da:

–  facilità di orientamento nel quartiere
–  scarso traffico di passaggio
–  poco rumore esterno ed interno
–  presenza di Polizia e Vigili del Fuoco nelle vicinanze
–  case costruite in modo sicuro
–  criteri antincendio.

Il senso di appartenenza alla comunità è dato da:

–  scuole, asili, chiese
–  campi sportivi ed aree gioco
–  vicini gentili di ceto sociale simile
–  sale riunioni, spazi per associazioni, …

La sensazione di non essere isolati è data da:

–  collegamenti con le vie di comunicazione accessibili a tutte le età
–  luoghi di lavoro nelle vicinanze
–  amici, teatri, cinema, locali nelle vicinanze
–  giardini e parchi con panchine
–  strutture sociali, centri assistenza per anziani.

La sensazione di essere ben assistiti e serviti è data da:

–  negozi, mercati, uffici, banche, posta, medici, farmacie, ospedale strutture per disabili

La sensazione di
potersi muovere liberamente è data da:

–  campi sportivi, percorsi salute, piscine, piste pedonali e ciclabili
–  orti, parchi, presenza della natura
–  spazio sufficiente in casa e fuori.

La sensazione di essere soddisfatti è data da:

–  modo di costruire sciolto ed armonico
–  sistemazioni interne ed esterne esteticamente gradevoli
–  pulizia e cura
–  aria pulita
–  abitazioni e strade luminose
–  presenza di verde circostante

E’ importante che ognuno abbia la possibilità di partecipare alla realizzazione attiva delle proprie quattro mura e dell’ambiente che lo circonda sia durante il periodo di utilizzo che durante la progettazione; tutto ciò contribuisce alla realizzazione creativa della propria “Heimat” e del modo di vivere insieme agli altri.

Soltanto in questo modo può avere luogo l’identificazione con l’ambiente circostante e possono essere contemporaneamente evitati l’indifferenza ed il vandalismo. Il vandalismo in ultima analisi non è che il soddisfacimento del bisogno di eccitazione, il liberarsi della creatività repressa, il desiderio di imprimere una “nota personale”.

Ogni essere umano ha nel corso della sua vita fasi nelle quali prevale il bisogno di intimità e fasi nelle quali prevale il desiderio di anonimato. Una vera “Heimat” dovrebbe offrire e permettere tutto ciò. In un piccolo paesino ci si sente controllati mentre in una grande città ci si perde nell’anonimato: è proprio la giusta grandezza e la suddivisione delle zone residenziali a poter risolvere questo dilemma.

Persone senza patria che sono perennemente in fuga, che quindi non hanno una “Heimat” da perdere, tendono generalmente alla criminalità, ad idee rivoluzionarie, agli atteggiamenti bellicosi. fuga  Attualmente, al mondo vivono circa 10 milioni di persone in fuga, un numero superiore a quello delle migrazioni di popoli dei secoli passati ed in costante aumento a causa di continue crisi, guerre civili e non, ed a altri scontri.

“Heimat” tuttavia non significa che in una determinata regione vivano soltanto persone di una data nazionalità, colore della pelle o religione. intro_heimat_flagge_g[1] Ci sono molte zone della terra dove persone delle etnie più disparate, dalle dozzine di lingue ed idiomi non solo vivono pacificamente insieme, ma considerano stimolante e vivificante la variopinta dimensione multiculturale dalla quale nessuno si sente escluso e nella quale ognuno trova la sua “Heimat”. Nello spirito di una globalizzazione non più circoscrivibile, dovrebbero essere sviluppati modelli che permettano di applicare questo processo anche nei paesi occidentali, anziché favorire l’aggressività e tentare separazioni a lunga scadenza certamente impossibili. Essere soddisfatti della propria vita Determinante per la riuscita di tutto ciò è la presenza di ceti sociali omogenei nel vicinato più stretto, così come il reciproco rispetto, la tolleranza e tempo sufficiente. Poiché i problemi ambientali sono diventati globali, è logico che tutti sviluppino una coscienza globale ed un senso di responsabilità comune.

Psicologia dell’abitare: l’heimat

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