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Monitoraggio radon contro un nemico invisibile.  Poichè è un gas radioattivo naturale, incolore e inodore il monitoraggio del radon è fondamentale.

Il radon è generato dal decadimento del radio, a sua volta, prodotto dalla trasformazione dell’uranio, presente nelle rocce, nel suolo nelle acque e nei materiali da costruzione.

In quanto gas, esso viene trasportato dai flussi di aria presenti nei suoli, anche a distanze notevoli, fino anche ad alcune centinaia di metri.

Nonostante non si veda e non si senta,

il radon costituisce la principale sorgente di esposizione alle radiazioni ionizzanti per la popolazione

infatti la sua radioattività viene introdotta e depositata nell’apparato respiratorio insieme all’aria che respiriamo.

Il Radon tende a disperdersi rapidamente all’aria aperta dove è diluito dalle correnti d’aria e non è pericoloso.

Nei luoghi confinati, quali appunto sono gli edifici in genere, case ma anche luoghi di lavoro e scuole, rimane “imprigionato” a causa della presenza di infissi a tenuta e pareti che contribuiscono ad aumentarne la concentrazione.

L’esposizione al Radon è considerata causa di oltre 3.000 decessi ogni anno in Italia per cancro ai polmoni (è secondo solo al fumo di sigarette).

Esso è riconosciuto dallo IARC (Agenzia Internazionale di Ricerca sul Cancro dell’Organizzazione Mondiale della Sanità) come agente cancerogeno sin dal 1988.

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Legge Regione Puglia n 30 del 2016 “Norme in materia di riduzione dalle esposizioni alla radioattività naturale derivante dal gas ‘radon’ in ambiente confinato”. Norma modificata ed integrata dall’art.25 della Legge Regionale n. 36 del 09/08/2017 (BURP n. 96 del…

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