Monitoraggio Radon

Monitoraggio radon contro un nemico invisibile

Essendo un gas radioattivo naturale, incolore e inodore il monitoraggio radon è fondamentale.

Il radon è generato dal decadimento del radio, a sua volta, prodotto dalla trasformazione dell’uranio, presente nelle rocce, nel suolo nelle acque e nei materiali da costruzione.

In quanto gas, esso viene trasportato dai flussi di aria presenti nei suoli, anche a distanze notevoli, fino anche ad alcune centinaia di metri.

Nonostante non si veda e non si senta, il radon costituisce la principale sorgente di esposizione alle radiazioni ionizzanti per la popolazione, infatti la sua radioattività viene introdotta e depositata nell’apparato respiratorio insieme all’aria che respiriamo.

Per questo il monitoraggio radon assume un’importanza vitale.

Il radon è diffuso in tutta la crosta terrestre e si può trovare in numerose rocce di origine vulcanica, come graniti, pozzolane, tufi, lave. La concentrazione varia a seconda delle zone, per cui in alcune se ne possono registrare livelli particolarmente elevati.

Un’altra sorgente in cui può essere presente è l’acqua, infatti, come gas disciolto, viene veicolato a grandi distanze per cui può finire nelle falde acquifere.

Perchè è pericoloso il gas radon in casa

Essendo un gas radioattivo, tende a disperdersi rapidamente all’aria aperta dove è diluito dalle correnti d’aria e non è pericoloso.
Nei luoghi confinati
, quali appunto sono gli edifici in genere, case ma anche luoghi di lavoro e scuole, rimane “imprigionato” a causa della presenza di infissi a tenuta e pareti che contribuiscono ad aumentarne la concentrazione.

L’esposizione al Radon è considerata causa di oltre 3.000 decessi ogni anno in Italia per cancro ai polmoni (è secondo solo al fumo di sigarette) ed è riconosciuto dallo IARC (Agenzia Internazionale di Ricerca sul Cancro dell’Organizzazione Mondiale della Sanità) come agente cancerogeno sin dal 1988.

Per approfondimenti sui rischi e sul monitoraggio radon scarica i  QUADERNI PER LA SALUTE E LA SICUREZZA dell’ISPESL

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