L’involucro edilizio

L’involucro edilizio è un elemento architettonico che delimita e conclude perimetralmente l’organismo costruttivo, la sua funzione è quella di mediare, separare e connettere l’interno con l’esterno (facciata, finestra, tetto ecc.).

Le prestazioni energetiche dell’involucro edilizio indicano il comportamento in uso (ovvero durante la vita utile) degli elementi costruttivi che costituiscono le “chiusure” di un edificio, rispetto a sollecitazioni indotte da azioni termiche e igrometriche.

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Le prestazioni dell’involucro devono garantire il comfort termico e igrometrico degli spazi confinati e il contenimento dei consumi energetici mediante il soddisfacimento requisiti prestazionali relativi all’ambiente, come il  mantenimento della temperatura dell’aria negli spazi abitativi nelle stagioni di esercizio degli impianti di riscaldamento (periodi invernali) entro i limiti di  19 – 22 °C e il mantenimento delle condizioni di comfort termico negli ambienti interni nel periodo estivo,  contenendo i fenomeni di condensa superficiale e interstiziale (formazione di muffe dovute a shock termici) e garantendo il controllo  dei  fattori relativi all’umidità , alla temperatura ed alla  ventilazione, ai fini del risparmio energetico e del comfort ambientale interno.

Involucro ecoefficiente o  bioclimatico svolge il ruolo determinante di sistema dinamico di filtro ambientale, capace non solo di regolare i flussi di calore, radiazione, aria e vapore, ma anche di assolvere una serie di prestazioni chiave che ne fanno l’elemento cardine di un processo globale di interazione eco-efficiente con i fattori ambientali naturali.

raffrescamento estivo

Diversamente dal passato l’involucro edilizio è in grado di controllare i flussi energetici (caldo, freddo) in funzione dell’ottimizzazione del confort (termico) e dalla riduzione dei consumi (sia per il riscaldamento invernale, sia per il raffrescamento estivo).

L’edificio e quindi il suo involucro devono essere concepiti necessariamente in funzione di alcuni fattori:

– dati climatici (irraggiamento solare, temperatura, forza e direzione del vento, orientamento) del luogo sul quale sarà collocato l’edificio;
– caratteristiche fisiche del luogo (presenza di acqua e vegetazione);
– geometria, dimensione e volume degli edifici esistenti;
– adattabilità delle masse esistenti a diventare a loro volta accumulatori termici;
– attività umane.

I materiali utilizzabili oggi per la realizzazione dell’involucro edilizio sono moltissimi, tutti con caratteristiche specifiche che li rendono più o meno adatti a seconda della forma dell’edificio, della sua funzione o della sua localizzazione geografica.

sughero[1]Alcuni materiali, molto resistenti alle sollecitazioni, vengono scelti per realizzare gli elementi strutturali o dell’involucro. Alcuni di questi hanno buone proprietà isolanti, altri invece consentono un notevole passaggio del calore. E proprio per evitare queste dispersioni essi vengono associati ad altri materiali che hanno buone proprietà isolanti, ma che non possono essere utilizzati da soli, senza elementi di supporto. pannello-lana-di-roccia-545x486[1]

Quest’ultima categoria di materiali costituisce gli isolanti propriamente detti: ne esistono in commercio di tipo naturale-riciclabile come il sughero, la fibra di legno, al canapa (già abbondantemente trattati in precedenti articoli),  di tipo minerale ad alto impatto ambientale come la lana di roccia o la lana di vetro e materiali isolanti di sintesi,  ricavati dal petrolio quali il polistirene ( espanso, espanso con grafite, estruso) ed il poliuretano.

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La capacità di isolamento espressa dai diversi materiali che compongono la parete viene definita “resistenza termica“. Specularmente, la permeabilità dei materiali che compongono la parete, e quindi la quantità di calore che li attraversa, rappresenta la “trasmittanzatermica”. Bassi valori di trasmittanza o alti valori di resistenza termica indicano un elevato livello di capacità isolante.

L’isolamento esterno può essere realizzato con tre modalità differenti:

Intonaco isolante. É il tipo di intervento più semplice, rapido ed economico, che consiste nella semplice applicazione di uno strato di intonaco a elevato potere isolante sulla superficie esterna dell’edificio .

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Isolamento a cappotto. É un tipo di intervento che va a isolare la parete dall’esterno, creando uno strato senza discontinuità intorno all’involucro dell’edificio. Questo tipo di intervento offre ottime prestazioni, in quanto assicura una maggiore capacità isolante della parete, evitando il raffreddamento eccessivo degli strati più esterni e prevenendo fenomeni di condensa negli strati interni della parete.

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Parete ventilata. Per “parete ventilata” si intende un sistema caratterizzato da uno strato di aria presente all’interno della parete che consente di disperdere il calore in eccesso causato dall’irraggiamento diretto.

L’involucro edilizio

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