La domotica… low cost

Una sola app per consentire l’utilizzo di tutti i dispositivi ad alto contenuto tecnologico disseminati per casa. Si tratta della “smart hub” ed è la soluzione grazie alla quale piccole aziende (Revolv, SmartThings, Staples) rilanciano la domotica low cost, rendendo la “casa intelligente” semplice ed alla potrata di tutti.

Oggi più che mai, infatti, si sente il bisogno di gestire con una sola applicazione per smartphone o tablet  i vari “device” (i cosiddetti dispositivi intelligenti). Qualcosa che sappia dialogare e dare comandi a distanza a lampadine(Hue della Philips), al termostato (Nest), alle “prese programmabili” (Belkin), al sistema audio (Sonos) , alle serrature  (Yale) o al piano cottura touchscreen (Whirpool). Fino ad oggi invece si è stati costretti ad utilizzare un software diverso per ogni oggetto, rendendo necessario avere sul telefonino almeno una decina di app diverse, con il risultato di scoraggiare l’utente medio e non solo. domotica[1]

Anche la Samsung ha annunciato il progetto Smart Home, capace di controllare (in futuro) tutti gli elettrodomestici con una singola applicazione.

Intanto aprono il mercato aziende americane come la Revolv Smart Home Automation Solution, la State Connect, la SmartTHings (compatibile anche con un braccialetto intelligente della Jawbone), la Piper di Blacksumac che consentono di gestire contemporaneamente con prezzi accessibilissimi (dai settanta a poco più di duecento euro) più servizi domestici.

Fonte: La Repubblica

La domotica… low cost

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