In Italia 10 milioni di case non hanno impianti elettrici a norma

In Italia 10 milioni di case non hanno impianti elettrici a norma

ANIE propone un programma di messa a norma e di graduale adeguamento degli impianti elettrici delle case e degli edifici pubbliciIn Italia su 28 milioni di edifici residenziali oltre un terzo, cioè circa 10 milioni di immobili, non ha impianti elettrici a norma.

È quindi fondamentale avviare un grande piano di messa a norma e di graduale adeguamento degli impianti elettrici delle case e degli edifici pubblici, come chiede da tempo Anie, la Federazione confindustriale delle imprese elettrotecniche ed elettroniche italiane.

La proposta Anie

“Serve un grande piano di manutenzione dell’esistente” attraverso interventi “sugli impianti industriali già esistenti, ma obsoleti con un progetto serio e strutturato di revamping energetico” e con “interventi sul parco immobiliare” mediante “un programma di messa a norma e di adeguamento graduale degli impianti elettrici delle abitazioni civili e degli edifici pubblici”, ha sottolineato il presidente di Confindustria Anie Claudio Andrea Gemme nel suo intervento all’assemblea annuale della Federazione.

In vista del recepimento della Direttiva europea sull’efficienza energetica in edilizia, “non è più possibile ignorare i benefici delle tecnologie impiantistiche rappresentate da Anie in termini di efficienza e risparmio energetico”, ha ricordato Gemme citando ad esempio i benefici che potrebbero derivare “da soluzioni innovative per ascensori e scale mobili che incidono per ben il 5 % sui consumi energetici dell’edificio”.

Calo di quasi il 20% del mercato interno

L’industria elettrotecnica ed elettronica italiana, con un fatturato di 63 miliardi di euro e 425 mila addetti, copre l’8% del fatturato aggregato del manifatturiero, il 9% dell’export e l’8% dell’occupazione complessiva. Tuttavia, nel 2012 la produzione di questo comparto ha fatto un balzo indietro di 25 anni, registrando un crollo del fatturato del 12,1% e una flessione del 19,9% del mercato interno, mentre le esportazioni sono rimaste stabili.

Il gap infrastrutturale dell’Italia

Nel corso dell’assemblea annuale il presidente di Anie ha posto l’accento anche sul gap infrastrutturale dell’Italia negli ultimi 10 anni, particolarmente rilevante ad esempio rispetto alla Germania. Questo divario ha effetti negativi significativi sul comparto se si considera che autostrade, ferrovie e metropolitane “sono ricche di apparecchiature ad altissima tecnologia, in gran parte fornite da aziende Anie”, spiega Gemme.

Anie propone una roadmap

Tra le proposte avanzate dalla Federazione per il rilancio del comparto c’è un piano dei trasporti realistico, integrato e sostenibile attraverso il potenziamento della manutenzione ordinaria e straordinaria sulla rete e sulla flotta rotabile; gli investimenti in ricerca e sviluppo; la promozione del Sistema Paese Italia sui mercati esteri; gli investimenti nella formazione professionale dei giovani; un Piano energetico nazionale che metta al centro la riqualificazione energetica e la messa in sicurezza degli edifici.

Bonus 50% stabilizzato, Lupi: possibilità che stiamo valutando

Anie chiede anche la stabilizzazione della detrazione fiscale al 50% per le ristrutturazioni edilizie. Su questo punto il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Maurizio Lupi, intervenuto all’assemblea annuale, ha spiegato che la stabilizzazione del bonus 50% è una possibilità che “stiamo verificando”.
(Fonte: Casa&clima)

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