Il nuovo Piano Casa per i giovani

Tutto sugli incentivi per la sospensione e accensione delle rate del mutuo per l’acquisto prima casa e per pagare l’affitto del “piano casa” nel decreto legge n. 102/2013.

Mutuo per l’acquisto della prima casa e contributi per pagare l’affitto nel nuovo piano casa del Governo adottato con il decreto legge n. 102/2013 che ha demandato al Ministero delle infrastrutture e trasporti la gestione del Fondo di solidarietà con cui sospendere le rate del mutuo per l’acquisto prima casa e aiutare chi deve pagare un affitto. Entriamo nei dettagli.

Sostenere le rate di un mutuo per l’acquisto prima casa o pagare un canone di locazione oggi, ai tempi della crisi economica, diventa sempre più difficile. Il governo ha così messo a punto, nel decreto che ha cancellato l’IMU prima casa, il D.L. n. 102/2013, ha attuato un nuovo “piano casa” 2013 che fornisce contributi economici e incentivi per chi sostiene un mutuo per l’acquisto prima casa e un canone di locazione. I contributi in questione rientrano nel cosiddetto Fondo di solidarietà che viene gestito direttamente dal Ministero dei trasporti e delle infrastrutture. Partendo dal mutuo acquisto prima casa, il Fondo di solidarietà in tal caso sostiene i proprietari, titolari di “mutui prima casa” nella sospensione delle rate del mutuo. E’ rivolto allora a quei proprietari in temporanea difficoltà, titolari di un mutuo non superiore a 250.000 euro e in possesso di un Isee non superiore a 30.000 euro. Oltre a queste caratteristiche economiche, per chiedere la sospensione mutuo occorre la sussistenza di almeno uno di questi requisiti:

– perdita del rapporto di lavoro subordinato sia a tempo determinato che a tempo indeterminato;
–  perdita del rapporto di lavoro parasubordinato;
– insorgenza di condizioni di non autosufficienza ovvero handicap grave dell’intestatario o di uno dei cointestatari del contratto di mutuo.

La domanda di sospensione mutuo deve essere effettuata direttamente presso la banca che, effettuati gli adempimenti di competenza, inoltra l’istanza a Consap, la Concessionaria di servizi assicurativi pubblici che, verificati i presupposti, rilascia il nulla osta alla sospensione del pagamento delle rate del mutuo per l’acquisto prima casa. E’ la banca poi che comunica all’interessato la sospensione dell’ammortamento del mutuo.

Ma non solo sospensione mutuo. Il Fondo di solidarietà, ora rifinanziato con  il decreto legge n. 102/2013, fornisce anche incentivi per l’accesso al credito per chi il mutuo per l’acquisto prima casa deve ancora accenderlo. In particolare si prevedono con il Fondo le garanzie richieste per ottenere il mutuo, visto che ora lo Stato garantisce il 50% della quota capitale del mutuo che viene concesso. Possono fare richiesta per accesso al fondo le giovani coppie o i nuclei familiari anche mono-genitoriali con figli minori. Con le modifiche che vengono ora introdotte, potranno accedere al Fondo anche i giovani di età inferiore ai trentacinque anni titolari di un rapporto di lavoro a tempo determinato o tempo parziale.

I requisiti da possedere per poter accedere al Fondo sono:

  • età inferiore a 35 anni (tale requisito deve essere soddisfatto da tutti i richiedenti);
  • giovani coppie coniugate (con o senza figli) o nuclei familiari anche mono-genitoriali con figli minori
  • giovani lavoratori titolari di contratti di lavoro atipici di cui all’articolo 1 della legge 28 giugno 2012, n. 92;
  • reddito ISEE complessivo non superiore a 40 mila euro;
  • non essere proprietari di altri immobili ad uso abitativo.

Ma anche l’immobile che diventerà prima casa deve avere specifiche caratteristiche, ossia:

  • deve essere adibito ad abitazione principale;
  • non deve rientrare nelle categorie catastali A1 (abitazioni signorili), A8 (ville) e A9 (castelli, palazzi) e non deve avere una superficie superiore e a 95 metri quadrati;
  • non deve avere le caratteristiche di lusso.

Il mutuo in tal caso non può essere mai superiore a 200.000 euro.

Il Fondo di solidarietà concede anche contributi a chi invece vive in affitto, quindi quelle famiglie che si trovano in difficoltà a sostenere il canone di locazione.  Possono presentare la domanda tutti i cittadini in possesso dei requisiti minimi previsti dal Decreto Ministeriale 7 giugno 1999 (riferiti al nucleo familiare):
a) reddito annuo imponibile complessivo non superiore a due pensioni minime INPS, rispetto al quale l’incidenza del canone di locazione risulti non inferiore al 14 per cento;

b) reddito annuo imponibile complessivo non superiore a quello determinato dalle regioni e dalle province autonome di Trento e Bolzano per l’assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, rispetto al quale l’incidenza del canone di locazione risulti non inferiore al 24 per cento.

In tal caso per accedere ai contributi del Fondo si devono attendere gli appositi bandi comunali.


FONTE: investireoggi.it
Il nuovo Piano Casa per i giovani

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