Il futuro del paesaggio immaginato attraverso un giardino

Fukushima-mon-amour

L’opera del team di architetti pugliesi STD+ guidato da Giorgio Skoff esposta alla seconda edizione di “Giardini D’Eccellenza” a Fasano.

Il team di architetti STD+, formato da tre architetti pugliesi (Giorgio Skoff, Elisabetta Tarricone e Nicla Di Bisceglie) parteciperà, grazie allo sponsor della Cooperativa Re Manfredi di Trani e Pietra Ambiente di Monopoli, alla seconda edizione del “Giardini d’Eccellenza” che si terrà a Fasano (BR), presso Conforama, dal 24 aprile al 3 maggio.

Nell’ambito di questa interessante iniziativa, che attira oltre 130.000 visitatori ed il concorso di vivaisti da tutta la provincia, vengono realizzati diversi stand con giardini ed allestimenti. Il lavoro del gruppo STD+ è stato esposto un anno fa al ‘Festival del verde e del paesaggio’ a Roma al ‘Parco della Musica’ all’interno della sezione ‘Follie d’autore’, ideata dall’architetto Franco Zagari. Il celebre paesaggista e docente all’Università Sapienza di Roma, definisce l’opera come ‘installazione effimera, piccolo intervento a forte carica emozionale e portatrice di un contenuto narrativo, come le follie del giardino inglese da cui prende il nome’ l’iniziativa. Gli autori, sono stati invitati a partecipare fuori concorso, proponendo uno spazio verde, che diventa luogo di sperimentazione e di presa di coscienza dei visitatori nei confronti del futuro del paesaggio. Il titolo della installazione è “Fukushima mon amour”, con un richiamo a un celebre film del regista francese Alan Resnais (“Hiroshima mon amour”).

Anche in questo caso si parte, da un altro disastro, quello della centrale atomica di Fukushima, nel 2011: il territorio sfigurato da eventi catastrofici diventa un modo per interrogare il visitatore su quale approccio intende avere nei confronti del paesaggio nel futuro. Gli autori si sono posti l’obiettivo di vedere il futuro del paesaggio attraverso un giardino, usando uno stile semplice e un approccio partecipativo: in questo modo l’osservatore viene messo in guardia sul fatto che ognuno di noi con le proprie azioni e interessi determinerà il paesaggio di domani. Nell’opera lo spazio è progettato come un giardino giapponese, scelto proprio per la sua capacità di creare paesaggi ideali, in un modo astratto e stilizzato, per formare una composizione che incita alla meditazione, in un’ oasi di pace e tranquillità. Il fulcro del progetto è una vasca di ghiaia bianca, tratto distintivo dei giardini zen, una tabula rasa su cui i visitatori sono invitati a posizionare dei ciottoli scuri. L’inserimento delle singole pietre determinerà un “cambiamento” dello spazio del giardino che comunica la consapevolezza che è l’azione di ciascuno di noi a determinare il paesaggio.

Contatti
Arch. e Paesaggista Giorgio SKOFF (vedi profilo Arcube)
website: www.stdplus.com
mail: info@stdplus.com
tel. : 33040092

Il futuro del paesaggio immaginato attraverso un giardino

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