Gli edifici pubblici italiani sono da riqualificare.

vecchi-edificiIl 63% del patrimonio edilizio pubblico italiano (45.000 edifici scolastici, 20.000 immobili demaniali, 7.500 presidi extra ospedalieri e 1.300 ospedali, più di 13.000 strutture per uffici) ha più di 35 anni. Il consumo annuo per unità di superficie, circa 250 kWh/metro quadrato, è nettamente superiore alla media degli altri Paesi europei,  mentre il fabbisogno energetico genera una spesa annua complessiva di oltre 4.500 milioni di euro, seconda una stima Consip.

Lo stato di salute non soddisfacente del parco edilizio pubblico nazionale è stato tracciato in occasione del recente evento Comfort Technology, organizzato nell’ambito di Mce-Mostra convegno expocomfort. Basti pensare che la sola Pubblica amministrazione spende ogni anno 2,3 miliardi di euro in riscaldamento.

Il nostro, in effetti, è un patrimonio immobiliare fortemente “energivoro” che ha bisogno di essere ristrutturato e valorizzato  per contribuire a raggiungere i valori soglia identificati dal pacchetto 20-20-20 imposto dal Protocollo di Kyoto.

In linea generale, la riqualificazione, come emerso nel corso della manifestazione, rappresenterà nei prossimi anni l’elemento fondamentale per frenare l’attuale contrazione del comparto edilizio europeo. Particolarmente interessanti appaiono le prospettive per l’idrotermosanitario (pompe di calore, componenti per impianti termici, apparecchi per acque primarie civili e industriali, impianti di cogenerazione) che ha assorbito il 53,7% di tutti gli interventi di rinnovo e manutenzione nel 2012.

Promuovere il miglioramento della prestazione energetica degli edifici,  sostenere la diversificazione energetica e conseguire gli obiettivi nazionali in materia ambientale saranno gli obiettivi che l’industria del comparto costruzioni, impiantistica e idrotermosanitario avrà nei prossimi anni.

Fonte: energia24club.it

Gli edifici pubblici italiani sono da riqualificare.

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