Fotovoltaico, il punto sulla normativa in Italia

Secondo il Solar Energy Report del PoliMi la possibilità di implementare un sistema SEU potrebbe costituire una nuova reale opportunità di mercato.

È dedicato alla normativa sul fotovoltaico in Italia uno degli otto capitoli della nuova edizione – la quinta – del Solar Energy Report, realizzato dall’Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano.

In questa parte del Rapporto sono analizzati i principali cambiamenti normativi avvenuti nel nostro Paese nel corso del 2012, con l’obiettivo di verificare se e quanto queste novità normative potranno effettivamente guidare il fotovoltaico verso la “piena indipendenza”.

Entrata in vigore del 5° Conto Energia

Con l’entrata in vigore del Quinto Conto Energia, evidenzia lo studio, l’evoluzione della normativa sul fotovoltaico in Italia sembra essere arrivata alla sua ultima tappa. Il superamento del limite massimo di spesa previsto, ossia 6,7 miliardi di euro annui, è ormai prossimo, considerando che alla chiusura del presente Rapporto, fine marzo 2013, il valore del contatore segnava 6,59 miliardi di euro.

Il sistema incentivante del fotovoltaico ha visto, anche nel corso del 2012, una nuova revisione, attraverso l’approvazione del Decreto Interministeriale 5 Luglio 2012 e l’entrata in vigore definitiva del Quinto Conto Energia. Il livello limite del Quarto Conto energia, fissato dal Decreto stesso a 6 miliardi di euro, è stato raggiunto il 12 luglio 2012, decisamente in anticipo rispetto all’originaria “scadenza” del 2016 fissata come orizzonte temporale di pianificazione. Con la delibera 292/2012/R/efr del 12 Luglio 2012 l’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas ha quindi fissato al 27 agosto 2012 la data ufficiale di entrata in vigore del Quinto Conto Energia.

Rispetto al precedente Quarto Conto Energia, il Quinto Conto Energia ha introdotto ulteriori modifiche al sistema di incentivazione italiano per il fotovoltaico:

– un’ulteriore riduzione delle tariffe incentivanti, che è andata a colpire in misura maggiore soprattutto le grandi taglie;

– la definizione della taglia soglia per l’iscrizione al Registro Impianti fissata a 12 kW (in precedenza il meccanismo veniva applicato alle taglie superiori a 1 MW nel caso di impianti su edificio e a 200 kW per gli impianti a terra);

– la definizione di un tetto massimo di spesa pari a 6,7 miliardi di euro di “costo indicativo cumulato annuo” per l’incentivazione complessiva al fotovoltaico, raggiunto il quale rimarranno a disposizione per gli investitori solo ulteriori 30 giorni di tempo per richiedere l’accesso alle tariffe incentivanti;

– la suddivisione della tariffa incentivante in due parti, un premio sull’energia prodotta e auto-consumata in sito e una tariffa onnicomprensiva per la quota parte di energia che invece viene immessa in rete;

– l’introduzione dell’incompatibilità tra gli incentivi e i regimi di valorizzazione dedicati dello “Scambio sul Posto” e del “Ritiro Dedicato”;

– la definizione di tre contingenti “dedicati”, con un corrispettivo pari a 50 milioni di euro ciascuno, alle tecnologie innovative (impianti integrati architettonicamente – BIPV), agli impianti che sfruttano la tecnologia a concentrazione, e agli impianti realizzati dagli enti della Pubblica Amministrazione.

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Fotovoltaico, il punto sulla normativa in Italia

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