Efficienza energetica: per il futuro solo edifici a energia “quasi” zero

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Efficienza energetica: l’Europa richiede performance sempre più elevate nell’edilizia. La soluzione è una progettazione integrata che ottimizzi i costi nel ciclo di vita.

In base alla direttiva europea 31/2010/Ce, gli Stati membri devono avviare un percorso di miglioramento delle tecniche costruttive per arrivare ad alte performance edilizie che siano meno energivore e che abbiano un ridotto o nullo impatto ambientale: entro il 31 dicembre 2020 tutti gli edifici di nuova costruzione dovranno essere a energia quasi zero, mentre gli stabili pubblici dovranno rispettare questa norma già dal 31 dicembre 2018. Gli edifici, infatti, sono responsabili di oltre il 40% del totale dei consumi energetici in Europa ed è necessario correre ai ripari.
Molti istituti di ricerca e gruppi universitari si stanno adoperando per definire gli standard e gli indicatori dei Net/Nearly zero energy building (Nzeb). Il progetto Task 40 dell’International Energy Agency, per esempio, al quale partecipano diversi Paesi non solo europei, sta lavorando all’identificazione di una comune definizione e metodologia di valutazione degli Nzeb.

«Anche eErg, il gruppo di ricerca sull’efficienza negli usi finali dell’energia attivo presso il Dipartimento di energia del Politecnico di Milano, sta studiando la “cost-optimality” in base alla quale gli Stati membri dovranno stabilire i criteri di efficienza degli edifici – ha commentato Lorenzo Pagliano, direttore di eErg, in occasione del convegno internazionale dedicato agli Nzeb presso Solarexpo 2013 -: dobbiamo intendere la cost-optimality come il livello di performance energetica che comporta il costo più basso durante il ciclo di vita economico stimato, pari a circa 30 anni. Stiamo applicando i nostri test a quattro tipologie di edifici situati in città di diverse zone climatiche: Catania, Parigi, Budapest e Stoccolma».

In occasione del convegno milanese si è svolta anche la cerimonia di premiazione dei Green Building Award, premio del Joint research Centre della Commissione europea. Gli edifici selezionati tra i 112 progetti in gara, provenienti da sei Paesi europei (Austria, Germania, Svezia, Olanda, Polonia e Danimarca) hanno coniugato progettazione e impiantistica con risultati medi di risparmio, in termini di consumi energetici, nell’ordine del 51%. I dieci vincitori sono cinque strutture di nuova realizzazione e cinque realtà esistenti e riqualificate. Tra le nuove costruzioni premiate c’è un asilo in Germania con risparmio conseguito pari al 57,2% (Siemens – Real Estate); un ufficio presso il Park Naukowo-Technologiczny EuroCentrum in Polonia, con risparmio energetico del 56,5%; un centro ricerche nell’Institute of Science and Technology in Austria, con una riduzione dei consumi pari al 56,2%; l’edificio danese Kpc con uffici e hotel efficienti (-45,6%); il Centrovox Kabelvertriebs Gesellschaft in Austria con risparmio energetico del 38%. Per quanto riguarda gli edifici riqualificati sono stati premiati: l’ufficio Ma34-Building and Facility management in Austria (risparmio energetico conseguito pari al 75%); il museo presso Landschaftsverband Westfalen-Lippe in Germania (65,2%); un ufficio nell’Orgelfabriken Fastighets Ab in Svezia (65%); la chiesa Svenska Kyrkan I Goteborg in Svezia (62,2%); un ristorante olandese della catena Mc Donald’s (54,8%).

«L’essenziale per costruire a energia zero e quasi zero è operare con una progettazione integrata – ha spiegato Klemens Leutgöb, managing director di E7 Energie Markt Analyse -. È necessario prevedere l’efficienza delle performance fin dalle prime fasi di progettazione, altrimenti diventa molto difficile conseguire risultati ottimali con interventi in corso d’opera. Il design integrato deve basarsi sulla cooperazione tra i diversi esperti e stakeholders, tutti portatori di ambizioni energetiche e ambientali elevate». Il design integrato ideale consigliato da Leutgöb è raggiungibile solo passando attraverso diversi step che vanno dallo sviluppo del progetto nel quale si definiscono già le performance da ottenere e i contratti di partnership, alla selezione del team, dalla cooperazione tra architetti, ingegneri ed esperti per l’analisi dei target, all’effettiva realizzazione da parte di personale formato, fino al monitoraggio dell’edificio nel tempo.

Fonte: http://energia24club.it/articoli/0,1254,51_ART_153788,00.html

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