Anche per la realizzazione della canna fumaria esterna serve la distanza legale.

Il Tribunale Amministrativo della Regione Piemonte, sez. I, con la sentenza n. 1052, del 9 ottobre 2013 ha ritenuto che la canna fumaria, realizzata esternamente al muro di fabbrica costituisce illegittimità per violazione del decreto interministeriale 2 aprile 1968, n. 1444, e cioè ha ritenuto quale sia la misura esatta poco importa al fine di determinare la legittimità della nuova canna fumaria, essendo rilevante solo il fatto che la distanza preesistente è stata ridotta per effetto della realizzazione della canna fumaria esterna.canna_fumaria_acciaio_padova[1]

Tale riduzione della distanza preesistente deve ritenersi illegittima per la ragione che l’art. 9 del citato d.m. n. 1444 del 1968 prescrive, nelle zone A, che le distanze tra gli edifici “non possono essere inferiori a quelle intercorrenti tra i volumi edificati preesistenti, computati senza tener conto di costruzioni aggiuntive di epoca recente e prive di valore storico, artistico, ambientale”.


   La giurisprudenza è consolidata nel qualificare le distanze tra fabbricati indicate dal medesimo d.m. 1444/1968 come inderogabili, in quanto poste a presidio di interessi aventi carattere pubblicistico, e nell’affermare che le Amministrazioni sono tenute a disapplicare le eventuali norme urbanistiche ed edilizie che prevedano distanze inferiori, le quali debbono intendersi automaticamente sostituite nei rapporti tra privati ed Amministrazioni ( Consiglio di Stato, sez. IV, n. 6909/2005 e n. 7731/2010).

 CANNA-FUMARIA-RAME[1]    È poi da escludersi che la canna fumaria in argomento, delle dimensioni di circa 45 cm x 65 cm e si eleva da terra sino al tetto, possa qualificarsi quale mero sporto, per tale dovendosi intendere solo le sporgenze quali mensole, lesene, canalizzazioni di gronde e loro sostegni o altre sporgenze aventi funzione decorativa, purché di modeste dimensioni.

Tali elementi debbono invece computarsi ai fini del rispetto delle distanze legali quando di fatto siano destinati ad ampliare il fronte abitativo (Consiglio di Stato, sez. IV, n. 6909 del 2005).

Nel caso di specie è stato ritenuto che la realizzazione della canna fumaria esterna ha evitato di perdere superficie e volumetria utile all’interno dell’edificio, ed in tal senso ha contribuito ad espandere la zona di godimento.

Fonte: EdilTecnico .it

Anche per la realizzazione della canna fumaria esterna serve la distanza legale.

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